Undici cuccioli di pochi mesi, tutti ritrovati nel bagagliaio di un’auto in condizioni critiche; i piccoli viaggiavano in due piccoli compartimenti in cui si trovavano stretti e addossati l’uno all’altro. È accaduto a Solarolo, in provincia di Ravenna: la proprietaria del veicolo, una donna di 41 anni di origini tedesche, viaggiava con indifferenza sull’autostrada A14. Nessuno sapeva che a bordo della sua Stelvio, con tanto di targa tedesca, c’erano 11 vite che da un momento all’altro potevano smettere di respirare per il modo in cui erano tenute. Questo finché non si è fermata in un’area di servizio, dove ha attirato l’attenzione degli altri automobilisti.

Questi sdegnati e irritati per le condizioni poco igieniche e poco adatte a qualsiasi forma di vita in cui erano tenuti i cuccioli, hanno deciso di agire. Molte sono state le telefonate effettuate al Centro operativo della Polizia Stradale, i cui agenti si sono subito recati sul posto. Una volta trovata la vettura, hanno scoperto l’orrore all’interno: undici cuccioli addossati, malati e denutriti. Le forze dell’ordine hanno richiesto l’intervento di un veterinario per constatare le condizioni dei piccoli. Il dottore ha potuto osservare che erano tutti denutriti e privi di qualsiasi accorgimento sanitario, qualsiasi cura.

Le undici vittime della follia della donna erano inoltre sprovvisti del chip previsto dalla legge, né avevano alcuna documentazione veterinaria che attestasse perfino la loro esistenza. Non avendo altra scelta, gli agenti della polizia hanno dovuto sequestrare i cuccioli alla proprietaria e affidarli alla Onlus Amici degli Animali. La donna inoltre è stata denunciata per detenzione di animali vivi in uno stato che non è assolutamente compatibile con la loro sopravvivenza. Ancora regna lo sconcerto fra coloro che hanno denunciato la terribile situazione, molte persone non concepiscono come sia possibile tenere dei cuccioli di età compresa fra 70 e 90 giorni in condizioni così disumane.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here