Alcuni hanno un’abitudine molto poco salutare quando si tratta di cucina: i più puliti e amanti dell’igiene hanno il vizio di lavare tutto, ma proprio tutto, incluso il pollo. Ebbene, è stato recentemente dimostrato che un atto del genere è tutt’altro che igienico, in quanto lavare il pollo anziché rendere l’alimento più pulito provoca la diffusione di germi e batteri, che contaminano anche il resto. Le conclusioni giungono da un rapporto del Department of Agriculture della North Carolina State University: come ricordano gli studiosi del settore, la carne di pollo potrebbe essere contaminata da organismi dannosi come salmonella e campylobacter.

Lo studio è stato fatto su due gruppi, a cui è stato assegnato un compito, ovvero cuocere il pollo. Sono state prese 300 persone suddivise in un primo gruppo, a cui è stato detto come cucinare il pollo e un secondo gruppo che invece non ha seguito nessuna indicazione: i suoi componenti hanno preparato il pollo come sono abituati a fare a casa. Ai primi è stato indicato di non lavare assolutamente la carne, in aggiunta ad altre norme di sicurezza per minimizzare i rischi di contaminazione batterica. Sull’alimento è stata messa consapevolmente una forma non pericolosa di E.Coli, un batterio che spesso si ritrova nei pasti.

Dai risultati dello studio è emerso che i soggetti che hanno lavato il pollo hanno contaminato anche l’insalata con esso servita, il lavabo e altri utensili presenti in cucina. Alla fine del test sono stati stesi cinque punti, che suggeriscono un corretto consumo della carne, nel rispetto delle norme igieniche: preparare la carne in ultimo, dopo gli altri alimenti. Ancora, utilizzare un tagliere a parte esclusivamente per il pollo; ovviamente quest’ultimo non va lavato. Dopo aver maneggiato la carne cruda bisogna lavarsi le mani per almeno 20 secondi e bisogna portare il pollo a cottura raggiungendo almeno 73 gradi.

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