Negli ultimi anni è diminuito il consumo delle classiche sigarette mentre è stato registrato un aumento delle cosiddette e-cig, ovvero le sigarette elettroniche. Infatti è stato riconosciuto che la sigaretta elettronica è meno dannosa di quella tradizionale in quanto non avviene il fenomeno della combustione: ma ciò non vuol dire che sia del tutto innocua, soprattutto alla luce degli ultimi avvenimenti. Una delle prime vittime, se non la prima in assoluto, c’è stata in Illinois, dove un uomo la cui identità non è stata resa nota, ha perso la vita in seguito a una malattia respiratoria causata secondo le autorità, proprio dalla sigaretta elettronica.

Il caso non è unico, basti pensare che nei soli Stati Uniti negli ultimi anni ci sono stati 193 casi di malattie respiratorie, tutte con sintomi molto simili. Ad accusare tali sintomi molti giovani e teenager, tutti utilizzatori di sigarette elettroniche: fra questi il decesso dell’uomo menzionato in precedenza ha fatto scalpore, invitando i sanitari e gli utenti a prestare maggiore attenzione anche alla sigaretta elettronica. Quasi tutti questi pazienti si presentano in ospedale con respiro corto, affaticamento e tosse, in qualche caso anche vomito e diarrea. Essendo la sigaretta elettronica relativamente una novità, ancora non si conoscono le cause di tali sintomi.

Quindi è difficile stabilire se la malattia sia dovuta alla sigaretta stessa oppure alle sostanze che i fumatori mettono al suo interno. Le autorità competenti stanno cercando di stabilire un nesso, ma c’è comunque da considerare che molti dei soggetti che svapano – come si dice in gergo – producono il liquido per la sigaretta elettronica in casa, cosa che potrebbe aumentarne la pericolosità in quanto non vengono rispettate le proporzioni e gli standard del prodotto di fabbrica. Al momento tuttavia, nessuno ha individuato ancora un componente, un ingrediente specifico che possa essere legato all’insorgenza delle malattie polmonari.

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