Una semplice ragazzata penseranno in molti, invece la Procura di Ravenna ha aperto un fascicolo per chiarire la vicenda del figlio di Salvini che è stato avvistato e filmato su una moto d’acqua appartenente alla Polizia. Alla guida del mezzo c’era un agente in servizio, mentre il giovane, un ragazzo di 16 anni, era seduto posteriormente a godersi il panorama dal mare, approfittando del buon cuore dell’agente per fare un giro turistico su quello che dovrebbe essere un mezzo di servizio. Un giornalista de La Repubblica ha visto la scena e ha tentato di filmarla, ma qualcuno non è stato molto d’accordo in merito.

Il fatto risale allo scorso 30 luglio, ma nei giorni scorsi è pervenuta una richiesta particolare al Viminale: su delega della magistratura è stata infatti richiesta l’identificazione di due agenti. Questi, colleghi dell’uomo che guidava la moto d’acqua, avrebbero impedito al giornalista di filmare e rendere noto quanto stava accadendo proprio sotto i suoi occhi. Ecco come, un breve giro in mare è costato al giovane 16enne l’apertura del fascicolo contro ignoti da parte della Procura di Ravenna e forse, anche una ramanzina da parte del padre Matteo Salvini.

Il Ministro dell’Interno infatti ha da subito chiarito quello che ha accaduto prendendosi la colpa e non lasciando che questa ricadesse sui poliziotti che erano sul luogo. Salvini ha affermato che la colpa è stata sua in quanto genitore del responsabile, ha detto le seguenti parole: “Errore mio da papà” dopo diché ha aggiunto che i poliziotti non hanno nessuna colpa né responsabilità. Anzi, li ha ringraziati ricordando che questi uomini ogni giorno rischiano la vita per salvare il nostro Paese. Sono comunque partite le indagini da parte della procura e a tal proposito è stato ascoltato anche il giornalista che ha prodotto il video con le immagini del ragazzo sulla moto d’acqua.

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