Il cardinale australiano George Pell è stato condannato a sei anni per abusi su minori, consumatisi fra il 1996 e il 1997. Oggi l’uomo ha 78 anni e nello scorso mese di dicembre ha avuto la sua condanna a sei anni di detenzione: di questi, almeno tre anni e otto mesi saranno di carcere, dopo eventualmente potrà chiedere la libertà condizionale. Il cardinale ha fatto ricorso contro la sentenza emessa lo scorso anno ma è stato respinto, così dovrà scontare i la sua condanna in carcere, dove si trova dal mese di marzo, come ha annunciato il giudice Anne Ferguson.

Pell occupava una posizione di alto rilievo all’interno del Vaticano, dove era ministro dell’economia. Come riportato dai media, Pell è il prelato con il ruolo più alto a essere stato condannato all’interno della Chiesa. La Corte Suprema di Victoria, in Australia, ha confermato la condanna rendendo vano il ricorso presentato; l’imputato continua a ribadire la sua innocenza ed è rimasto molto deluso dalla decisione presa dalle autorità. Le vittime della violenza sessuale erano due coristi e, all’epoca degli abusi avevano 13 anni; il verdetto emesso che conferma la colpevolezza di Pell è stato unanime, ma per il cardinale c’è ancora una possibilità.

Infatti il team di legali che lavorano per lui hanno le migliori intenzioni e andranno a fondo, esaminando il caso nei dettagli. Come ha dichiarato la portavoce del prelato Katrina Lee, ci sarà un ulteriore ricorso all’Alta Corte; nel frattempo la Santa Sede ha espresso la sua vicinanza e solidarietà per le vittime degli abusi risalenti agli anni ’90 e ha mostrato il massimo rispetto per la decisione presa dal tribunale. Il verdetto è costato ben più di due mesi di deliberazione da parte dei giudici, con la partecipazione di giornalisti e attivisti che in questo lungo periodo hanno affollato il tribunale.

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