Allarme Oms, i casi di morbillo sono notevolmente aumentati negli ultimi anni: addirittura il numero dei casi è triplicato in questi mesi rispetto all’anno scorso, considerando lo stesso periodo estivo. Il rischio non è localizzato a un singolo paese, ma l’allarme è valido a livello globale e i livelli di individui ammalati ha raggiunto un nuovo picco molto più elevato rispetto agli anni scorsi. Sin dal 2006 i numeri di casi segnalati sono i più alti in assoluto, il che è un dato molto preoccupante, soprattutto per i piccoli pazienti pediatrici, in quanto i bambini corrono un elevato rischio.

Un avvertimento particolare va ai viaggiatori, che devono prestare molta attenzione prima di recarsi in un luogo in cui è diffusa la malattia. Chiunque decida di intraprendere un viaggio del genere dovrebbe essere certo della propria copertura vaccinale e, se non lo è, rivolgersi al proprio medico. Nell’epoca in cui va di moda non vaccinarsi le conseguenze non tardano ad arrivare e tali conseguenze possono essere fatali per le piccole vittime che non hanno potere decisionale sul proprio destino. Il morbillo infatti, non consiste solo nel rash cutaneo che tutti conosciamo, ma può determinare conseguenze ben più gravi.

Ad esempio, una di esse è la panencefalite subacuta sclerosante, provocata dal virus, quando raggiunge il tessuto cerebrale. Si tratta di una grave condizione che può determinare la morte dell’individuo colpito; per questo motivo, per tutte le complicanze che il virus trascina con sé, l’Oms ha esortato i governi a migliorare la copertura vaccinale. La prevenzione tramite vaccino va effettuata dopo il primo anno di vita, precisamente tra il 12esimo e il 15esimo mese di vita, in quanto prima è presente una larga dose di anticorpi provenienti dalla madre che garantiscono l’immunità al lattante.

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