Si sa che ascoltare la musica fa bene alla mente e allo spirito, e se questo è vero per i grandi lo è altrettanto per i neonati. In particolare per i prematuri, infatti è stato fatto uno studio dall’Università di Ginevra e da alcuni ospedali universitari di Ginevra, i quali hanno dimostrato come la musica abbia un effetto curativo su alcuni neonati. In particolare quelli nati fra la 24esima e la 32esima settimana, quindi anche molti mesi prima rispetto a un normale parto. Anche se la gran parte di loro sopravvive infatti, in seguito hanno un rischio aumentato di sviluppare disturbi comportamentali ed emotivi, quali disturbo da deficit dell’attenzione, difficoltà nell’apprendimento o nell’interazione sociale con altri individui. A spiegare la funzione del progetto la professoressa Petra Hüppi, docente presso la facoltà di medicina dell’università di Ginevra e responsabile dell’unità che si occupa dello sviluppo e della crescita.

Quando questi bambini nascono prematuramente, gli organi non sono propriamente sviluppati e fra questi figura anche il cervello. Quindi i medici li spostano nel reparto di terapia intensiva dove, grazie alle incubatrici, riescono a sopravvivere, anche se lo fanno in condizioni anormali in quanto dovrebbero trovarsi ancora nel grembo della mamma. La condizione immatura del cervello però, se viene aggiunta ad un ambiente già sfavorevole, un “ambiente sensoriale disturbante” come lo definisce lei, non prosegue il suo sviluppo in maniera sana. Infatti le reti neurali non sono stimolate in maniera appropriata e saranno deficitarie rispetto a quelle dei nati a termine. Grazie all’introduzione di stimoli musicali ben studiate invece, è stato dimostrato che tali reti neurali hanno uno sviluppo molto maggiore. Il compositore Andreas Vollenweider  si è occupato della scrittura della musica, creando dei brani che accompagnano i bambini in diversi momenti della giornata, dal loro risveglio fino al punto in cui si addormentano, migliorando così il loro sviluppo neurologico.

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