Tragedia nel bresciano, dove il fiume Oglio ha risucchiato via un’altra vita; si tratta di quella di un giovane di 28 anni, proveniente dal Camerun. Si chiamava George Nkoro e si trovava a Palazzolo grazie a un progetto di accoglienza e lavoro. Da centinaia di anni, l’Oglio è stato una piscina per gli abitanti che risiedono in zona. George oramai si era stabilito lì, in quel luogo aveva trovato amici e affetti, oltre che il lavoro. Durante la pausa pranzo si è verificato l’incidente: da poco è stato completato il primo lotto del Water Circle, un progetto che si propone di sfruttare appieno tutte le potenzialità del luogo, rendendolo idoneo per turisti e atleti.

Qui George si è recato con una sua amica, una connazionale, verso il fiume, per rinfrescarsi durante la pausa pranzo. Prima ha raggiunto il punto in cui l’acqua arrivava alla cintura, fin qui tutto bene, ma in seguito si è spinto oltre, senza sapere che poteva essere molto pericoloso. Così è stato risucchiato, molto probabilmente, da un vortice, un mulinello che si è formato là dove le acque sono più profonde. Infatti anche se il giovane non era al corrente del pericolo, l’Oglio nelle zone più profonde può nascondere dei pericoli talvolta fatali.

La sua amica ha tentato di soccorrerlo ma purtroppo non c’è stato nulla da fare; anche un pescatore che si trovava da quelle parti ha provato a recuperarlo. Ma a un certo punto, la corrente è diventata così forte che ha cominciato a risucchiare anche il soccorritore, che così si è visto costretto a mollare la presa. Sono state molte le morti per annegamento quest’anno, e si sono verificate soprattutto in fiumi e laghi; qualche mese fa un adolescente di origini africane perse la vita allo stesso modo, dopo essersi immerso in un lago nel bresciano per fare un bagno.

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