È accaduto sul serio: divieto di balneazione a Rimini, precisamente in 13 punti della costa, fra cui due a Riccione e due a Cattolica. A quanto pare la località è altamente inquinata e rappresenta un rischio per i bagnanti: infatti sono stati oltrepassati, e anche di parecchio, i limiti imposti dalla legge. Le acque sono contaminate da escherichia coli ed enterococchi, quindi la decisione è stata necessaria. Per indicare il divieto, misura che è solo temporanea, sono state issate le bandiere sulla spiaggia, si tratta di quelle bianche e rosse, utilizzate appositamente per il divieto di balneazione.

Le restrizioni sono scattate dopo i prelievi e le analisi effettuati dall’Arpae, che ha dichiarato così inaccessibili le acque di balneazione in quanto 18 di queste sono impraticabili visti i livelli di batteri. I risultati indicano che nelle 24 ore i livelli di inquinanti hanno sforato palesemente i limiti facendo rientrare le acque in una categoria entro la quale non si può più fare il bagno. Non è una novità, infatti già lunedì erano stati fatti dei prelievi per verificare la tossicità delle acque; la causa scatenante sembrerebbe il maltempo, infatti le piogge avrebbero determinato l’apertura degli scarichi fognari nel mare.

Ecco perché i livelli si sono alzati in maniera più o meno brusca, ed ecco perché si sono alzati solo temporaneamente. Infatti, le speranze dei molti sono che i livelli ritornino nella norma durante la settimana, in modo da non comportare più alcun danno per i turisti. Fortunatamente a Rimini non c’è da annoiarsi e, se da un lato è vietata la balneazione, dall’altro ci sono centinaia di attività e attrazioni a disposizione dei nuovi visitatori. Comunque si continua a sperare che in un futuro non troppo lontano la situazione si risolva, non danneggiando troppo l’economia locale.

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