Una storia molto toccante, quella del piccolo che è stato salvato a Torino grazie a un trapianto di cuore. Sin dalla nascita il bimbo non ha mai lasciato l’ospedale, non ha mai visto le mura di casa sua, ma è rimasto al Regina Margherita di Torino a motivo di una grave forma di cardiomiopatia dilatativa. Nonostante lo abbiano fatto sentire a suo agio come se fosse in casa sua, per lui è stata dura sopravvivere in questi mesi. A tenerlo in vita era un cuore artificiale che gli era stato impiantato nel gennaio del 2018.

Era in attesa di un cuore da donatore da 18 mesi e finalmente è arrivata la buona notizia: il bimbo che fino ad ora è stato condannato a vivere in ospedale ora ha un nuovo cuore. Dopo mesi di cure l’intervento è riuscito bene, anche se le condizioni preoperatorie del piccolo non erano proprio ottimali. Al momento si trova ricoverato nel reparto di Terapia Intensiva, a breve sarà trasferito in Degenza e dopo potrà finalmente tornare a casa, per la prima volta, con i suoi genitori. Il cuore trapiantato è giunto da Bergamo: da qui è stato trasportato in elisoccorso per accorciare al massimo i tempi.

I genitori del bambino sono entusiasti, ma soprattutto sono eternamente grati alla mamma e al papà del donatore. Come ha detto Maria, la mamma, è sicuramente difficile fare una scelta del genere nel momento in cui si perde un figlio, questo gesto dimostra grande altruismo e generosità. A queste belle parole si aggiungono quelle del direttore del reparto di Cardiochirurgia, che ha cercato di sensibilizzare il pubblico su un tema importante come quello della donazione di organi. Ogni anno infatti ci sono circa 70 bambini in lista d’attesa, perciò diffondere la cultura della donazione salverebbe centinaia di vite.

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