Si chiamava Mario Cerciello Rega e aveva 35 anni, di mestiere faceva il carabiniere; era originario di Somma Vesuviana, in provincia di Napoli e, in una notte come tante altre a Roma, è stato ucciso con otto coltellate mentre era in servizio. A piangere la sua scomparsa i parenti e la moglie, con cui era sposato da circa un mese. Mario infatti era da poco tornato dal viaggio di nozze in Madagascar, ha subito ripreso servizio quando è stato aggredito. Ancora bisogna fare luce sui dettagli che riguardano gli aggressori, ma al momento sono stati fatti gli identikit dei due sospetti e gli inquirenti si sono messi all’opera per trovarli.

Ecco una prima ricostruzione: tutto è cominciato con un borseggio avvenuto a piazza Mastai. La vittima, dopo essere stata derubata ha chiamato sul suo cellulare e hanno risposto i rapinatori dicendo che avrebbero restituito il cellulare solo in cambio di denaro. Allora è scattata la denuncia dei fatti alle forze dell’ordine, i cui agenti si sono recati nel luogo stabilito per lo scambio, sia in borghese che in divisa. Una volta giunti sul luogo, ad aspettare i carabinieri c’erano due magrebini, con il volto semicoperto. Allora c’è stato lo scontro fisico con due carabinieri, fra cui Mario che nell’aggressione è rimasto ucciso: uno dei due rapinatori gli ha inferto otto coltellate.

L’identikit si basa sugli indumenti e alcuni tatuaggi che contraddistinguono i due borseggiatori. Fino ad ora sono state interrogate 10 persone, fra cui due studenti americani di 19 anni; questi si trovavano a Roma per una vacanza studio con la John Cabot University. C’è il sospetto che abbiano preso parte a quanto accaduto, non direttamente nell’omicidio ma nella messa in atto della rapina. Ancora non è stata fatta nessuna accusa nei loro confronti e il presidente dell’università ha smentito qualsiasi forma di partecipazione dei due.

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