È stata molto controversa, ha scatenato polemiche fra continenti, e a tratti pare che abbia fatto riesumare l’antico astio fra USA e Russia. Stiamo parlando della miniserie più famosa negli ultimi mesi, Chernobyl, l’ultimo lavoro frutto della collaborazione fra HBO e Sky. La miniserie è stata molto acclamata, per la sua accuratezza storica e la perizia di dettagli tecnici, che ha reso di facile comprensione il disastro del 1986. Il racconto del disastro nucleare che avrebbe potuto annientare mezzo continente ha raggiunto dei livelli di ascolto sia negli Stati Uniti che in Europa.

Chernobyl ha ricevuto ben 19 nomination qualche giorno fa ai 71esimi Primetime Emmy Awards raggiungendo le vette della popolarità e del successo. È ora ufficiale che la miniserie della HBO è la più vista della categoria sin dal 2001. E visti i risultati, la rete americana ha subito pensato bene di produrre qualcosa di analogo, un lavoro incentrato sulla storia. Già si respira l’aria di nuovi progetti insieme a Craig Mazin, ideatore della miniserie; come ha rivelato il presidente della HBO Casey Bloys  ci sono molte idee a cui lui e i suoi collaboratori stanno discutendo per una futura nuova collaborazione.

Non si tratterebbe necessariamente di una serie incentrata su un disastro naturale o su una catastrofe causata dagli esseri umani. Bloys ha dimostrato una grande apertura mentale, rivelando che adesso il suo interesse, come quello di Mazin, è la storia, e qualunque buona idea sarà oggetto di discussione. Dopo il successo di Chernobyl, c’è piena fiducia nel suo produttore, ma soprattutto nelle sue capacità di entusiasmare il pubblico e tenerlo letteralmente attaccato al piccolo schermo. Anche in Italia infatti ne abbiamo sentito parlare e non poco: grazie alla collaborazione con Sky, le cinque puntate sono state trasmesse anche nel nostro continente, registrando un picco di ascolti ogni lunedì sera su Sky Atlantic.

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