Per alcuni potrà sembrare assurdo, ma con l’inizio della stagione estiva è cominciato anche un altro terribile fenomeno che negli ultimi anni è andato aumentando: il furto di sabbia. L’ultimo episodio che ha richiamato l’attenzione generale c’è stato in Sardegna, protagonista dei fatti è una famiglia di turisti provenienti dalla Spagna. La famiglia si è recata a Cala Mariolu, un piccolo paradiso per la cui salvaguardia sono state prese delle precauzioni: al massimo possono entrare mille persone al giorno, e tutte queste sono tenute a pagare il biglietto che costa un euro.

I turisti, nell’indifferenza di tutti gli altri bagnanti, hanno riempito ben otto bottiglie di plastica di sabbia e ciottoli del luogo. Per recarsi nella località menzionata si sono avvalsi di un gommone, che hanno dovuto noleggiare; il proprietario nonché accompagnatore della famiglia, ha subito notato il bottino che questi portavano con loro. Sarebbe stato difficile non notarlo, dato che le bottiglie erano tante e i responsabili non hanno fatto il minimo sforzo per nascondere ciò che avevano preso anzi, si sono comportati in maniera piuttosto naturale e spontanea. Alla richiesta di spiegazioni hanno risposto di aver bisogno della sabbia per l’acquario di casa.

Il fenomeno si è espanso notevolmente e, nonostante i divieti, i turisti continuano a fare razzia di sabbia durante la stagione estiva. A denunciare i fatti è stata l’associazione “Sardegna rubata e depredata”, che ha reso pubblico il furto sui social network. Come spiegano gli esponenti dell’associazione sarda, l’intento non è quello di scatenare polemiche o di demonizzare i turisti, semplicemente si cerca di attirare l’attenzione delle autorità competenti; si spera, in un futuro non troppo lontano, che le forze dell’ordine possano controllare questi furti che si verificano sempre più spesso, a danno delle bellissime coste nord orientali e non solo, della Sardegna.

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