Risale al lontano luglio del 1944 il furto del “Vaso di Fiori”, opera d’arte del pittore olandese Jan Van Huysum. All’epoca si trovava a Palazzo Pitti, ben conservato in una cassa; ma prima del XX secolo il quadro, datato 1731, ha fatto un giro non indifferente, passando dalle mani del granduca Leopoldo II per finire circa un secolo dopo nella villa medicea di Poggio a Caiano, dove è rimasto ben conservato. Durante la seconda guerra mondiale alcuni soldati nazisti lo portarono, insieme ad altre opere, prima a Bolzano, dove la cassa in cui era contenuto venne aperta; successivamente il quadro sparì in Germania.

Da allora le tracce dell’opera d’arte sono andate perdute e nessuno ha avuto più notizie del quadro fino al 1991. È stato da quel momento che si sono aperte le comunicazioni da parte di vari intermediari per tentare di far tornare il quadro nella patria di appartenenza: vi è stata addirittura la richiesta di un riscatto. Lo scorso anno la Procura di Firenze ha aperto un’inchiesta a tal proposito, in quanto l’opera appartiene allo stato italiano e non è acquistabile. Così dopo tante battaglie, l’opera è finalmente tornata nel suo posto di appartenenza, nella sala Bianca di Palazzo Pitti dove è stata esposta.

La capitale fiorentina ha accolto con grande gioia la notizia, considerando che, dallo scorso 1° gennaio nel museo era stata esposta una riproduzione realizzata appositamente. Si trattava di una copia in bianco e nero accompagnata dalla scritta “rubato”, tradotta in italiano, in inglese e in tedesco. A esprimere soddisfazione per questa faccenda c’è stato anche il direttore del Museo degli Uffizi Eike Schmidt: come ha fatto presente nelle dichiarazioni rilasciate per la Germania e in generale per tutti i paesi, è un dovere morale restituire le opere rubate durante il conflitto mondiale, in modo che queste tornino ai legittimi proprietari.

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