All’ospedale di Monopoli i cittadini si lamentavano da tempo per i servizi di bassa qualità offerti dal personale sanitario. E dopo mesi di indagini finalmente sono venuti fuori i colpevoli, un gruppo eterogeneo di responsabili fra medici, infermieri e collaboratori amministrativi per un totale ci sono stati 46 indagati. L’accusa di assenteismo è stata confermata dai filmati che hanno provato la dinamica dei fatti: i dipendenti timbravano il cartellino e andavano via per sbrigare questioni private, oppure non si presentavano affatto a lavoro ma delegavano qualcun altro per il timbro del cartellino. A tal proposito è stato fermato un parcheggiatore abusivo della zona, che faceva il lavoro sporco mettendo i timbri all’equipe di medici e infermieri. Dopo le indagini condotte dai carabinieri di Monopoli e coordinate dalla procura di Bari, i colpevoli sono stati condannati agli arresti domiciliari. Dalle stesse indagini è venuto fuori che in questa storia sono stati coinvolti anche due primari.

Fra gli indagati, c’è anche un medico che attualmente si trova all’estero: anch’egli è stato condannato agli arresti domiciliari. In seguito a quanto accaduto, alcune sedute operatorie che erano state programmate sono state rinviate, tuttavia le sale saranno comunque utilizzate per trattare i casi più urgenti. Secondo una stima fatta durante le indagini, i truffatori hanno sottratto circa 660 ore di lavoro all’ospedale. Inoltre, gli indagati hanno causato anche un gran danno economico alla Asl di Bari, una perdita che è stata quantificata intorno ai 25mila euro. Gli accertamenti sono stati resi possibili dalle riprese di ben 5 telecamere di sorveglianza che hanno provveduto a dimostrare le accuse. A quelle già menzionate si aggiunge il reato di peculato contestato ad alcuni autisti di ambulanza, che hanno utilizzato i veicoli di servizio per degli scopi personali, ovviamente diversi da quelli delle istituzioni.

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