Paola, adolescente romana diversamente abile, aveva solo un sogno: diventare una grande cuoca da grande. Così si è iscritta all’alberghiero, all’indirizzo scolastico che le avrebbe permesso di realizzarsi in futuro secondo i suoi desideri. Purtroppo però, la sua carriera è stata difficoltosa sin dall’inizio a motivo di alcuni compagni di scuola che l’hanno presa di mira per la sua disabilità. E così la scuola si è trasformata in un vero e proprio inferno: ogni mattina costretta a subire insulti dagli stessi due ragazzi, che appena la vedevano non si risparmiavano ma le si scagliavano contro con i peggiori insulti e i peggiori appellativi.

La situazione è andata avanti per un anno, periodo in cui Paola prendeva precauzioni assurde anche per andare a scuola; si presentava in ritardo, non si faceva vedere davanti all’ingresso principale, manteneva un profilo basso per evitare i suoi aguzzini. Questi però, una volta avvistata la vittima, cominciavano a insultarla e a importunarla davanti a tutti, nell’indifferenza generale. Ci sono stati addirittura due episodi in cui i giovani sono passati dalla violenza verbale a quella fisica: hanno circondato la ragazza e hanno cominciato a spintonarla e a schiaffeggiarla. E se lei osava alzare lo sguardo, ciò che sentiva era un “Che ti guardi malata, fai schifo”.

Paola soffriva anche di crisi epilettiche, ma anziché suscitare comprensione o empatia, anche questo male era diventato motivo di scherno. Ogni volta che si presentava un attacco in pubblico, partivano le prese in giro, i bulli invitavano i ragazzi circostanti a “fare il biglietto per assistere allo spettacolo”, a guardare la ridicola sceneggiata che, secondo loro, era messa in atto in modo del tutto volontario. Secondo il legale della vittima, vanno prese immediatamente precauzioni, sia in termini di giustizia che in termini di sensibilizzazione, opere che andrebbero fatte all’interno delle scuole.

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