Sono passati ormai 3 anni dal ritrovamento di Maria, una bambina romena di 9 anni uccisa nel beneventano, nel paese di San Salvatore Telesino. Dopo tanto tempo sono venuti fuori alcuni dettagli agghiaccianti sulla vicenda che ha coinvolto la piccola Maria. Questa venne ritrovata in una piscina, era morta annegata e da una prima autopsia risultò che era stata prima violentata e poi uccisa. Ma grazie all’insistenza del legale della famiglia di Maria e a motivo della poca chiarezza dei risultati, la Procura di Benevento ha disposto la riesumazione della salma, che ha portato alla luce una brutta verità.

Durante la nuova autopsia è stato scoperto che gli organi interni erano spariti; questa seconda operazione è stata svolta a Foggia e gli inquirenti stanno ancora cercando una spiegazione logica, cercando di fare chiarezza sul nuovo esito. Alla terribile storia di Maria dunque si aggiungono altri motivi di sofferenza per la famiglia, che già aveva subito un brutto colpo nel 2016. Quella sera del 19 giugno la bimba si allontanò di casa, come era solita fare, per incontrarsi con le amichette del paese. Maria infatti usciva tutti i giorni e frequentava oltre alle sue amiche, la chiesa dove faceva la chierichetta, aveva una vita molto attiva.

Mentre il paese era in festa per l’organizzazione della festa patronale, il padre si preoccupò e fece scattare l’allarme, perché la piccola Maria non era ancora rientrata e si era fatto più tardi del solito. Tutti, dalle forze dell’ordine agli abitanti, si mobilitarono e cominciarono le ricerche della bambina, finché non fu ritrovata annegata nella piscina di un vecchio casale. All’epoca i sospetti caddero su un 21enne di origini romene, dal momento che fu l’ultimo ad aver visto la piccola. La tragicità di tutta la vicenda aggrava ancora di più il fatto che siano scomparsi dei reperti importanti per le indagini.

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