È finalmente venuto alla luce lo scandalo che ha coinvolto l’oramai ex magistrato Francesco Bellomo, 49enne barese. Gestiva un corso di preparazione per aspiranti magistrati, ma le regole della scuola erano poco ortodosse: le sue allieve dovevano rispettare determinati canoni riguardanti sia la vita pubblica che quella privata. Teneva sotto controllo la vita delle ragazze visionando ogni post sui social network, ogni like messo; nei casi peggiori, imponeva loro di cancellare le foto che a lui non stavano bene, oppure le costringeva a eliminare determinate amicizie. Al rifiuto delle sue richieste seguiva la pubblica umiliazione sulla rivista online della scuola, dove Bellomo raccontava le vicende private delle ragazze esponendole alla gogna pubblica.

Tra gli obblighi imposti dal magistrato c’era anche un dress code, con un insieme di regole da rispettare minuziosamente. Infatti nel regolamento sono menzionate gonne corte, gonne appena sopra il ginocchio e gonne “estreme”, ognuna delle quali va indossata in occasioni specifiche. Ancora, ci sono anche regole su come truccarsi, su come comportarsi al lavoro e nella vita relazionale con il pubblico; è una vasta raccolta che va dal colore dello smalto al tipo di scarpe da indossare.

Le giovani aspiranti giudici avevano inoltre l’obbligo di non sposarsi, restando fedeli e vincolate al magistrato che, oltre a manipolarle dal punto di vista lavorativo, si insinuava nelle loro vite private. Con alcune di loro aveva sviluppato un rapporto molto confidenziale: tutto è partito da una relazione sentimentale del giudice con una sua allieva, che in precedenza era legata sentimentalmente all’uomo. Il comportamento di Bellomo volto alla sopraffazione e all’umiliazione delle sue borsiste, minacciate fra l’altro con la sospensione della borsa di studio, gli è costato la carriera. A motivo delle sue azioni Bellomo è stato destituito dal suo ruolo, in quanto ha leso l’immagine dei suoi colleghi e della loro professione.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here