L’ennesimo atto di bullismo in una scuola media di Pisa, è costato l’ospedale alla vittima, un ragazzino di 12 anni preso di mira da alcuni bulli. I genitori hanno deciso di restare anonimi, ma vogliono che la notizia si diffonda per scongiurare altri eventi del genere. Tutto è partito da una chat di classe su Whatsapp: una compagna di classe ha cominciato ad insultarlo in maniera molto pesante. La mamma inizialmente aveva pensato di rivolgersi alla polizia postale ma in un secondo momento ha avuto il ripensamento, meglio non farlo. Nei giorni successivi, nel corso dell’anno scolastico, le cose non hanno fatto che peggiorare.

Alcuni amici sono arrivati a compiere delle vere e proprie torture sul 12enne; la mamma, molto preoccupata, inizialmente non sapeva cosa fare. Riusciva a capire dall’umore del figlio, una volta tornato a casa, se in classe ci fosse anche la sua acerrima nemica, quella che lo umiliava in chat davanti a tutti. A nulla sono servite le discussioni con i genitori dei responsabili. Fino a che un giorno hanno toccato il fondo, arrivando a infilare una matita nell’ano del ragazzo: questo accadeva a febbraio, fra le risate e gli schiamazzi di tutti, mentre la vittima dolorante si è recata in bagno piangendo.

Allora gli furono dati alcuni giorni per riprendersi, così disse il medico. Ma i problemi non erano finiti: il 12enne un giorno come gli altri, vedendo un suo amico insultato da un bullo, ne ha preso le difese. Il bullo in questione, all’uscita da scuola, gli ha tirato un calcio nei testicoli. Un dolore lancinante per alcuni minuti, poi la mamma ha deciso di portarlo al pronto soccorso, dove gli è stato trovato un ematoma. Dopo la denuncia il figlio se la passa meglio, ma, come dice la madre, “la scuola dovrà rispondere di tutti i danni” perché nessuno ha reagito per evitare le violenze.

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