Il suo nome d’arte era Nniet Brovdi, alias Umberto Ranieri, l’artista ucciso a Roma in seguito a una violenta lite a largo Preneste. Una personalità poliedrica, le sue passioni spaziavano dalla musica alla poesia e aveva fatto dei soggiorni in Europa. La sua morte risale allo scorso mese di marzo, ma solo ora gli agenti sono riusciti a fare luce sull’omicidio, grazie all’analisi di alcuni filmati delle videocamere di sorveglianza. Ecco la ricostruzione dei fatti secondo quel che si è scoperto: l’artista aveva notato un gruppo di vivaci giovani che mangiavano dei semi di girasole, uno snack in bustina.

A questo punto Ranieri ha invitato il gruppo a non sporcare e, da un semplice avvertimento è scoppiata la rissa, che in seguito è degenerata. Al culmine della lite l’artista è stato colpito con veemenza con un pugno che gli è costato la vita, allora si è schiantato violentemente al suolo. Grazie al lavoro delle forze dell’ordine è stato rintracciato il colpevole: i carabinieri del Nucleo operativo della compagnia dei carabinieri Roma Casilina hanno seguito una pista che li ha condotti al fermo di un giovane di 18 anni. Il ragazzo in questione ha origini tunisine e soltanto da poco ha ottenuto la cittadinanza italiana.

Le attività di ricerca sono state coordinate dalla Procura di Roma e sono state basate su alcune testimonianze dei cittadini che al momento della rissa si trovavano nei paraggi. Un lavoro che va avanti dal 17 marzo, la data esatta dell’omicidio; un lavoro che è stato svolto sulle riprese effettuate da 30 telecamere di sicurezza, analizzate minuto per minuto. Sono state recuperate le registrazioni dei dispositivi installati anche sui mezzi pubblici, permettendo così ai carabinieri e al corpo investigativo di giungere alla conclusione che ha portato alla cattura del giovane responsabile.

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