Si sa che spesso i genitori non vanno d’accordo con gli insegnanti dei propri figli: ognuno ha i suoi canoni di educazione e possono sorgere dei contrasti, soprattutto quando si osserva che un figlio viene ammonito dall’autorità scolastica. Ma quanto accaduto a Torino supera ogni limite nei confronti dell’insegnante vessato da tre genitori. Questi hanno regalato al docente un peluche a forma di escremento – per intenderci, la classica emoji che si trova anche su whatsapp – per sottolineare quanto non approvassero i suoi metodi. Ironia od offesa personale? Come se non fosse bastato il regalo umiliante, esso è stato accompagnato da commenti sprezzanti.

Commenti che paragonavano ciò che rappresenta il peluche con la vita professionale del professore, ma anche con la sua vita personale, offendendolo su un piano intimo e personale. La messa in scena non è avvenuta in un luogo appartato ma di fronte a tutti gli altri ragazzi con i rispettivi genitori, in modo che tutti potessero vedere. Così il corpo docenti dell’istituto “Maria Luisa Spaziani” ha denunciato l’accaduto su Facebook, in modo che tutti venissero a conoscenza del problema. Il post sposta l’attenzione sulla mancanza di rispetto che in questo caso è palese.

Nelle poche righe scritte sulla pagina del social network viene messa in risalto la voglia di confrontarsi e mettersi in discussione. Infatti anche i professori sono esseri umani e come tali, nessuno nega che possano sbagliare; quando ciò accade è dovere dei genitori farlo presente, ma sempre e comunque nei limiti del rispetto della persona. Si ricorda inoltre, che l’oltraggio a pubblico ufficiale è un reato a tutti gli effetti, quindi i colpevoli sono perseguibili. Ma la cosa più importante è il cattivo esempio che si dà ai ragazzi e più in generale alle nuove generazioni, che mai riconosceranno in questo modo l’autorità degli insegnanti.

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