Ha 20 anni la giovane che, dopo tanti anni ha confessato gli abusi subiti durante tutta la sua adolescenza. I suoi genitori sono separati, e lei ha vissuto con la madre e il compagno da quando non era che una bambina. I due hanno cominciato ad abusare di lei da quando aveva appena 11 anni; i maltrattamenti si sono protratti fino alla maggiore età della ragazza. Lui, il patrigno, l’ha stuprata per la prima volta a 11 anni in presenza della madre e insieme a lei è responsabile degli abusi sessuali. Inoltre, la madre costringeva la ragazzina a svolgere le pulizia e altre faccende domestiche, spesso ricorrendo alla violenza fisica, picchiando la propria figlia.

Una volta compiuti i 18 anni, una volta maggiorenne, la giovane non ce l’ha fatta più; gli abusi perpetui l’hanno spinta a confidarsi con alcuni amici più intimi. Così, appena ne ha avuto la possibilità la ragazza è andata a vivere con il proprio papà naturale, che dopo il fallimento del primo matrimonio si è risposato. La convivenza a casa del padre e della nuova moglie è stata tranquilla almeno per il primo anno. Dopodiché il padre ha cominciato a molestarla, sempre più di frequente, finché un giorno non l’ha costretta fisicamente e l’ha stuprata.

Ad accorgersi degli abusi è stata un’insegnante della ragazza, che ha notato alcuni segni sia fisici che psicologici. La donna ha accompagnato la vittima in ospedale, dove i medici hanno confermato gli abusi; in seguito sono andate entrambe dalle forze dell’ordine, dove hanno denunciato i terribili fatti. In questa sede la ragazza ha raccontato tutta la sua dolorosa adolescenza segnata da violenze e maltrattamenti. Dopo l’apertura dell’inchiesta, gli agenti sono risaliti ai tre responsabili, che sono stati tutti arrestati per violenza sessuale; alla madre sarà vietato avvicinarsi alla figlia.

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