Si chiamava Emanuele Anzini e aveva 41 anni l’appuntato dei carabinieri che è stato ucciso nella notte mentre svolgeva il suo turno al posto di blocco. Un’auto l’ha travolto con violenza ed è morto sul colpo; si tratta di un’Audi A3 scura che si è avvicinata ad alta velocità e ha investito il carabiniere. Il tutto è avvenuto intorno alle 3 della notte fra il 16 e il 17 giugno e l’impatto è stato tanto forte da causare la rottura del vetro anteriore della vettura. Il corpo dell’agente è stato trascinato per circa 50 metri: il conducente dell’auto guidava in stato di ebbrezza e dopo aver colpito l’appuntato si è allontanato dalla scena. Pochi minuti dopo è tornato ed è stato arrestati dagli altri agenti, intenti a fare i dovuti rilievi.

Alla guida dell’auto un cuoco di 34 anni è stato arrestato per omicidio stradale, dopo aver accertato le sue responsabilità. Non era la prima volta per l’automobilista, che di professione fa il cuoco: già lo scorso anno, nel 2018, fu arrestato per guida in stato di ebbrezza e omissione di soccorso, in quell’occasione gli fu ritirata la patente. Dopo aver fatto il test per rilevare la quantità di alcol in circolo, il risultato è stato attestato a 3 grammi per litro, una quantità pari a 5 volte il limite consentito dal codice stradale.

La vittima, Emanuele Anzini, viene ricordata con cordoglio dai colleghi, che tutti lo stimavano. Originario di Sulmona, il carabiniere aveva una figlia che vive nella sua abitazione in Abruzzo. Il comandante provinciale, il colonnello Paolo Storoni lo ricorda con delle bellissime parole, in quanto era un ottimo elemento sia dal punto di vista lavorativo che dal punto di vista personale. Tutti lo ricordano come una bellissima persona che svolgeva il suo mestiere con serietà e professionalità, venuto a mancare in una tragedia del tutto inaspettata.

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