Torvaianica, questa la località del litorale romano in cui sono stati ritrovati i due cadaveri carbonizzati di un uomo e una donna. Lei, Maria, madre di una ragazzina di 14 anni, lui, Domenico, amico di famiglia e probabilmente, coinvolto in una relazione clandestina con la donna. Gli abitanti del luogo hanno notato un vistoso incendio nelle vicinanze, proveniente dalla vettura dei due: allora hanno chiamato i vigili del fuoco che sono intervenuti prontamente. Al loro arrivo lo spettacolo raccapricciante dei due corpi ridotti in un mucchio di cenere.

Maurizio, il convivente di Maria e padre della ragazza 14enne è stato interrogato tutto il giorno dai carabinieri, ha affermato di amare la donna e ha continuato dicendo che mai e poi mai l’avrebbe urtata in alcun modo. A confermare l’alibi dell’uomo ci sono i suoi colleghi di lavoro; infatti Maurizio si è recato a lavoro in mattinata con la propria auto. La compagna invece si è fatta prestare la vettura dalla madre, ha caricato la figlia in macchina per accompagnarla a scuola e lì l’ha lasciata. Successivamente l’amico Domenico è entrato in macchina, posizionandosi al posto del guidatore; i soccorsi hanno trovato il corpo di lui davanti, quello della donna adagiato sul sedile posteriore.

Ancora non ci sono certezze sulle piste da seguire, al momento si esclude la responsabilità di Maurizio, il convivente della vittima. Le forze dell’ordine infatti hanno appurato, ascoltando le testimonianze di almeno altre tre persone, che non era sul luogo dell’incendio. Inoltre, la vicenda si è consumata in un arco di tempo non superiore ai 15 minuti, dato ricostruito dal fatto che poco prima Maria aveva mandato un messaggio sul gruppo familiare di Whatsapp. Potrebbe trattarsi secondo gli inquirenti, anche di un caso di omicidio e suicidio in quanto Domenico possedeva una pistola, essendo egli un’ex guardia giurata.

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