Si chiamava Noa Pothoven e si è spenta a soli 17 anni, dopo aver preso un’importante decisione. Noa non ha avuto affatto una vita facile: a 11 anni è stata vittima di tre stupri e questo l’ha segnata per il resto della sua vita. Negli anni successivi al trauma ha tentato altre vie, per superare la violenza di cui è stata vittima ha fatto ricorso a tutte le cure possibili. Aveva scritto un’autobiografia, “Vincere o Imparare“, in cui raccontava tutti gli sforzi che fatti per cercare di recuperare in ogni modo una vita dignitosa. In questi anni ha dato dimostrazione di voler lottare per la vita, lamentandosi però, del fatto che nel suo paese non ci sia alcun tipo di supporto sia fisico che psicologico nei confronti di chi subisce questi abusi.

E così ha preso la fatidica decisione, non riusciva più a sopportare la sua vita; da tempo si era ammalata di depressione, che le aveva provocato delle sofferenze tali da non permetterle di andare avanti. La giovane 17enne aveva un ampio seguito sui social, dove ha annunciato la sua scelta, dicendo che in questo caso, amore significa lasciar andare. Noa soffriva, oltre che per la depressione, per lo stress post traumatico ed era diventata anoressica. Ha scelto l’eutanasia, ma non da un giorno all’altro, la sua è stata una lunga riflessione; così, con il consenso della madre in quanto minorenne, è stata accompagnata dolcemente verso la morte nel soggiorno della sua abitazione, dove è stato portato un letto d’ospedale con tutto l’occorrente.

I suoi follower hanno cercato di farle cambiare idea, ma Noa era decisa. Erano anni che aveva richiesto l’eutanasia, l’ha finalmente ottenuta circondata da tutti i suoi cari. Per ricorrere a una misura del genere ci vuole il consenso di due medici che diano conferma della sofferenza del paziente, per accertarsi che davvero non ci siano altre vie d’uscita. Ovviamente la decisione dev’essere presa dal diretto interessato in stato di lucidità mentale e non dev’essere impulsiva.

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