Ha tre anni e mezzo la bimba disabile, vittima delle violenze dei genitori; ha altri quattro fratelli e la colpa di essere nata disabile. Secondo le intercettazioni fatte, sono state trovate delle conversazioni agghiaccianti in cui i genitori, due ventinovenni egiziani, si dicevano di voler avvelenare la figlia. “Odio la scimmia, è un problema”: queste le frasi rivolte alla bambina disabile, che da quel che si è scoperto, è stata a lungo vittima degli abusi dei suoi stessi genitori. Le indagini sono cominciate a metà mese di maggio in seguito all’ennesimo trauma provocato alla bambina.

Il padre l’ha portata al pronto soccorso con una frattura al braccio dicendo che se l’era fatta da sola. Tuttavia i medici hanno potuto appurare che c’era una lesione risalente a settimane prima, una frattura scomposta con tanto di calcificazione. Allora i sanitari hanno subito allertato l’Unità tutela donne e minori della polizia locale, che hanno cominciato le indagini. Sono partite così le intercettazioni telefoniche che hanno portato alla cattura della coppia: si tratta di due 29enni di origini egiziane che dal 2010 vivono in un’abitazione abusiva a Milano, precisamente nella zona nord Est. Sono stati catturati venerdì sera, mentre erano intenti a recarsi in aeroporto per tornare in patria. Si trovavano sull’autobus che li avrebbe portati dalla stazione fino all’aeroporto di Milano Malpensa quando sono stati bloccati dagli agenti.

La procura di Milano ha subito aperto le indagini, ma nonostante tutto i genitori hanno continuato a negare la loro responsabilità sostenendo che la figlia sia caduta dal letto; e così hanno continuato davanti al gip. Ma le intercettazioni sono molto chiare a riguardo e in alcune telefonate si parla addirittura di voler uccidere la bambina, avvelenando il suo cibo. Il gip non ha creduto alla versione dei fatti della coppia incriminata, tutt’ora in custodia cautelare in carcere.

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