Risale a qualche giorno fa la morte del piccolo Leonardo, un bimbo di 20 mesi; un giorno come tanti altri la mamma aveva chiamato il 118 per una caduta dal letto. Tuttavia una volta in ospedale la versione della caduta si è rivelata tutt’altro che veritiera, in quanto il piccolo riportava ferite ed ecchimosi su tutto il corpo. La causa della morte è stata un’emorragia interna, causata da una violenta percossa al fegato; a ciò si aggiungono altri segni di violenza risalenti sia alla mattina precedente al decesso, ma anche altre lesioni procurate nelle settimane precedenti: sull’intero corpicino, fin anche sui genitali, ecco l’orrore nel quale il piccolo Leonardo era costretto a vivere.

Il compagno della mamma, insieme a lei, è stato accusato di omicidio volontario pluriaggravato. Lui, Nicholas al momento si trova in carcere, lei, Gaia, ai domiciliari in una struttura protetta, dato che è incinta. Nella notte fra lunedì e martedì, Nicholas ha tentato il suicidio: avvolgendo le lenzuola del suo letto in cella, avrebbe provato a impiccarsi. L’intervento della polizia penitenziaria lo ha salvato dalla morte, dopodiché la notizia del tentato suicidio è stata comunicata dall’Osapp, Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria.

I funerali di Leonardo hanno visto una grande partecipazione, la chiesa era piena e sono in molti ad aver baciato la bara bianca del piccolo. La madre Gaia è stata interrogata per ore, ore nelle quali ha negato di aver picchiato il figlio ma, secondo alcune fonti, avrebbe lasciato intendere in maniera implicita che era il suo compagno ad abusare del neonato. La famiglia di lei è scossa per l’accaduto, avevano notato delle stranezze negli ultimi tempi, ma mai avrebbero immaginato che i due potessero spingersi fino a tanto. Continuano a sostenere che Gaia fosse soggiogata dal compagno. Al momento sono entrambi accusati dell’omicidio di Leonardo, accusa che prevede come pena l’ergastolo.

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