Un’iniziativa del tutto particolare quella dei locali per pensare: qui non è ammessa la confusione della vita quotidiana. La proposta è quella di ritrovare la propria serenità in uno spazio isolato dal mondo confusionario e rumoroso delle città. Per aderire al progetto basta iscrivere il locale alla lista di quelli che vi hanno già aderito. Ma cosa bisogna aspettarsi da questi locali? Niente musica assordante, niente maxischermo, niente partite e niente urla il sabato sera, niente televisore che ostacola le conversazioni. Semplicemente ci si siede e si prende un buon libro; o si parla della giornata appena trascorsa con un avventore appena incontrato. Inoltre si offrono cortesia e tanti sorrisi da parte del personale; per il resto il locale sarà del tutto simile a un bar, con la possibilità del servizio a tavola. Quindi sì alla libera socializzazione, alla riflessione ed eventualmente alla lettura o perché no, alla scrittura. L’importante è riaccendere i neuroni, resuscitare il pensiero che, nell’era della tecnologia e degli smartphone, nell’epoca dei tablet, è andato via via spegnendosi. Quindi, qualsiasi stimolo in grado di farci tornare alle origini, prima che tutto ciò appiattisse le attività quotidiane, sarà ben accetto, anzi incoraggiato.

Questa idea è partita da: Valerio Corvisieri, laureato in lettere, di professione fa la guida turistica, ha scritto diversi saggi e articoli di attualità e storia; l’altra co-fondatrice è Francesca Silvestri, anche lei laureata in lettere moderne con indirizzo filologico; è giornalista dagli anni novanta, precisamente dal 1993 ed ha anche fondato una sua casa editrice indipendente dove svolge il lavoro di direttore editoriale.

Quindi, chiunque voglia sottrarsi dalla monotonia di tutti i giorni e non lasciarsi soggiogare dalle tendenze imperanti, può recarsi nei luoghi per pensare. E qui può dare il via a presentazioni di libri, letture e altri eventi culturali, oppure incontri di musica dal vivo.

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