Non è la prima volta che circola una notizia del genere nel mondo del web. La buona azione che viene proposta per i piccoli insetti è semplice: basta lasciare sul balcone una soluzione di acqua e zucchero, in tal modo si attirano le api che possono nutrirsi e quindi sopravvivere. Ma come mai i comuni cittadini devono cominciare a preoccuparsi di dar da mangiare alle api? Ebbene, il clima degli ultimi mesi è stato tutt’altro che primaverile e questo mese di maggio, con tutto il freddo che ha portato con sé non è stato affatto d’aiuto. Il problema alla base di tutto è che le fioriture tardano ad arrivare per le condizioni metereologiche avverse, quindi le api non possono effettuare l’impollinazione.

A dare una dritta ai lettori è stato Marco Facchinelli, presidente dell’associazione Apicoltori trentini. Si tratta di un bel gesto, ma non è così semplice come sembra: bisognerebbe mischiare acqua e zucchero e creare una soluzione al limite della saturazione. Più facile a dirsi che a farsi, anche considerando che per una singola famiglia di api ci vorrebbero almeno tre o quattro chili di zucchero a settimana. Questa soluzione apparentemente semplice servirebbe a far sopravvivere gli insetti, che comunque non potrebbero produrre miele. Negli ultimi tempi le condizioni sono state tanto avverse che le api sono state costrette a mangiare il proprio miele per non morire. Basti pensare che solitamente il miele viene prodotto in grandi quantità tali da poter permettere agli apicoltori di raccoglierlo.

Quindi la soluzione non sarebbe tanto il cucchiaino di zucchero, come continua a spiegare Facchinelli, ma, se proprio si desidera collaborare in qualche modo per la sopravvivenza delle api, si possono sempre aiutare gli apicoltori a capo delle grandi aziende. In tal caso la quantità di zucchero richiesta sarebbe dell’ordine dei quintali, per le varie famiglie.

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