La situazione è alquanto complicata, è tutto cominciato alle 21 della scorsa serata; verso tale ora infatti è arrivata la notizia ai principali giornali italiani. C’è stata una sommossa al carcere di Campobasso in cui 26 detenuti – o almeno questo è il numero stimato – hanno provocato un incendio appiccando il fuoco in alcune strutture dell’edificio. Si tratta di semplici suppellettili, ma l’esito è stato un incendio di dimensioni notevoli che ha visto coinvolto tutto il secondo piano di un intero padiglione del carcere. Successivamente, meno di un’ora dopo, il numero dei rivoltosi è salito da 26 a 50 e anche i detenuti della quarta sezione hanno cominciato a bruciare piccoli oggetti d’arredamento nelle celle.

Qualche minuto dopo i carcerati hanno chiesto di parlare con il Direttore della struttura, che nel frattempo stava tornando da Cassino. Intanto sono intervenuti gli agenti della polizia penitenziaria, i carabinieri, la guardia di finanza e delle ambulanze: si sono appostati tutt’intorno alla struttura per prevenire eventuali incidenti. Secondo le fonti, negli ultimi tempi i rapporti fra le autorità e i detenuti si erano fatti alquanto tesi, in quanto in alcune delle ultime operazioni effettuate nel carcere sarebbero stati rinvenuti dei cellulari, oltre alla droga. In seguito a ciò, sono state imposte delle restrizioni sulle telefonate e su alcuni benefici ritenuti essenziali.

La moglie di uno dei detenuti ha preso le parti del marito e del restante gruppo di rivoltosi, ha dichiarato tutte le motivazioni che hanno spinto verso questa protesta al programma televisivo “Chi l’ha visto”, tramite una chiamata in diretta. Oltre alle restrizioni sulle telefonate, ci sono anche problemi di sovraffollamento, tanto che nello stesso reparto in cui è scoppiata la ribellione alcuni detenuti erano costretti a dormire su dei materassi adagiati sul pavimento. Il numero di detenuti previsti nell’intera struttura non dovrebbe superare i 180 e non li supera, semplicemente il settore II è troppo piccolo per tutti loro.

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