Oggi, 18 maggio, è la giornata europea dell’obesità promossa dalla Easo, Associazione Europea per lo studio dell’obesità. Un’ottima opportunità per sensibilizzare le masse contro quella che è stata definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, una vera e propria epidemia. Dagli anni ’70 ad oggi il numero di obesi si è moltiplicato in maniera preoccupante, e oggi si contano circa 650 milioni di obesi nel mondo più 1,9 miliardi di persone in sovrappeso. L’Italia fa parte di quella fetta di paesi in cui il fenomeno ha raggiunto un incremento negli ultimi anni, infatti secondo le stime nel nostro Paese più di un terzo della popolazione al di sopra dei 18 anni ha problemi di sovrappeso; mentre circa il 10% della popolazione soffre di obesità, per rendere meglio l’idea, una persona su dieci è obesa.

Anche i bambini ne risentono, e sono tutt’altro che immuni dall’epidemia dell’aumento ponderale: si calcola una quota del 24% di soggetti con problemi legati al peso corporeo nella popolazione infantile. La situazione è problematica e desta preoccupazione, ecco perché quest’anno in Italia debutterà il Open-Obesity Policy Engagement Network, un’organizzazione sostenuta da Easo e dalla federazione mondiale World Obesity. Il coordinatore di Open italia è Andrea Lenzi, presidente della Fondazione Italiana per la ricerca in endocrinologia. Quest’ultimo ha spiegato in poche parole quali sono gli obiettivi che si propone di raggiungere la nuova iniziativa: si parla di mettere a punto dei progetti e dei programmi che aiutinoa a capire e ad affrontare questa malattia, sia dal punto di vista individuale, sia come carico perla società. Bisogna riconoscere a livello nazionale che l’obesità è una malattia e come tale va trattata, oltre ad essere un problema sociale. Quindi bisogna studiare e applicare un piano d’azione che sia valido a livello istituzionale. L’Italia non è l’unica, ma già in altri 10 paesi l’iniziativa ha avuto molto successo.

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