La giunta leghista di Legnano è stata presa di mira e azzerata dalla Procura di Milano, in quanto i membri che ne facevano parte hanno dimostrato uno “scarsissimo senso della legalità”. L’operazione ha visto cinquanta finanzieri impegnarsi nell’inchiesta che si è svolta nella città simbolo della Lega, là dove lo storico partito affonda le sue radici. Il sindaco Gianbattista Fratus, è stato arrestato con l’accusa di turbata libertà degli incanti e corruzione elettorale ed è finito agli arresti domiciliari insieme all’assessore alle opere pubbliche Chiara Lazzarini. Invece all’assessore al bilancio nonché vicesindaco di Legnano, Maurizio Cozzi, che è un rappresentante di Forza Italia, è toccato il carcere.

Tra le accuse mosse contro il sindaco c’è un incarico promesso alla figlia di un candidato in cambio del suo appoggio elettorale al ballottaggio; la promessa è stata mantenuta infatti, come risulta dalle indagini, la “figlia dell’amico” ha ottenuto una posizione presso la Aemme Linea Ambiente. Continuano le accuse che vedono tre figure dirigenziali compromesse, in quanto assegnate a conoscenti e amici, personaggi particolarmente graditi agli indagati. Le nomine principali insomma, sono state tutte manipolate, come spiega il procuratore Nadia Calcaterra: sia le nomine delle società partecipate, sia le nomine all’interno dell’amministrazione comunale sono state turbate. Gli indagati avviavano le selezioni con dei colloqui in cui agganciavano i propri candidati facendo in modo, in un secondo momento, che questi venissero scelti, noncuranti dell’incompatibilità dei soggetti con l’incarico che era stato bandito.

Le parole della procuratrice sono molto gravi, ella ha definito disarmante questo totale senso della legalità: è allarmante perché oramai è divenuto un’abitudine diffusa, in cui i colpevoli non percepiscono la gravità di quel che fanno. È come se la diffusione di questo vero e proprio modus operandi avesse legittimato le tangenti e tutti i crimini che vi ruotano attorno.

Altrettanto dure le parole dei 5 stelle, che sostengono di restare l’unica alternativa alla nuova tangentopoli.

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