Arriva la condanna della Corte D’Assise per gli assassini di Andrea La Rosa, ex calciatore di 35 anni scomparso nel 2017. I giudici hanno condannato Raffaele Rullo e sua madre Antonietta Biancaniello all’ergastolo, disponendo anche un risarcimento di 275mila euro.

La ricostruzione dei fatti: La Rosa e Rullo erano molto amici, a presentarli era stata la compagna dell’ex calciatore. Nonostante la diversa provenienza sociale e il differente stile di vita i due avevano legato, tanto che La Rosa aveva prestato all’amico 30mila euro. Una sera Raffaele invita l’amico a casa, per presentargli la madre, una signora di 60 anni, ma l’epilogo della serata era stato già deciso e ben studiato. E fu così che madre e figlio hanno narcotizzato il giovane ignaro di tutto, che si era recato nell’abitazione con altri 8000 euro in contanti che avrebbe prestato all’amico. Dopo aver reso il calciatore inerme, i due lo hanno chiuso in un fusto in posizione fetale e qui hanno cosparso il suo corpo di acido. Secondo le perizie La Rosa era ancora vivo quando è stato sigillato, ma è morto solo successivamente a causa delle inalazioni tossiche dell’acido, che l’ha corroso lentamente. Il corpo della vittima è stato trovato un mese dopo nel bagagliaio della donna: emanava un odore terribile che aveva attirato l’attenzione dei carabinieri.  La donna per caricare il fusto sull’auto aveva chiesto l’aiuto di un passante non a conoscenza del contenuto. Altre prove sono state trovate nel garage, dove hanno rinvenuto 24 flaconi di acido; anche sul computer del 36enne, che aveva cercato come sciogliere un corpo nell’acido.

Un secondo omicidio era stato progettato, quello di Valentina, la moglie di Rullo: stavolta il motivo era la cospicua assicurazione sulla vita di circa 150mila euro. Quindi le accuse si aggravano: omicidio aggravato da premeditazione e crudeltà con occultamento di cadavere e tentato omicidio.

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