Un vecchio trucco per derubare gli automobilisti, ha causato un inseguimento a Milano. Ecco di cosa si tratta: il furbo di turno lancia una pietra verso l’auto del malcapitato e poi lo accusa di avergli rotto lo specchietto. Ma siamo in Italia e il truffatore, inscena il ruolo del bonaccione di turno, che non ha voglia di scomodare la polizia, quindi chiede alla vittima un risarcimento così, sul posto, senza mettere in mezzo terze parti. Spesso chi non sa dell’esistenza del fenomeno, si sente addirittura in colpa e sborsa la pecunia con tanto di scuse. Intanto il ladro “guadagna” fino a 50 euro a colpo non facendo nulla, o meglio, lanciando delle pietre dal finestrino.

Il caso di ieri però ha reso giustizia a tutti coloro che sono stati ingiustamente truffati. A tentare il colpaccio un 68enne alla guida di una Croma e il suo complice, un uomo sulla 40ina. Dopo aver colpito l’auto della vittima (un poliziotto sfortunatamente!) i due si sono avvicinati accostando l’auto e facendo notare all’uomo “cosa aveva combinato”. L’agente in maniera molto pacata, ha detto di voler chiamare i vigili per sistemare la cosa, quindi i due truffatori hanno rinunciato affermando “ormai non fa niente, va bene così”, dopodiché sono andati via a una velocità moderata.

La vittima della truffa ha cominciato a inseguire l’auto, ma i due, avendo notato l’uomo che stava loro alle calcagna, hanno cominciato ad accelerare e correre per le strade della città. Alla fine della vicenda, sono rimasti bloccati in una piazza e uno di loro è riuscito a scappare. In seguito la Croma, l’auto che ospitava i due fuggitivi, è stata controllata e perquisita da cima a fondo, per confermare l’ipotesi che si trattasse di due imbroglioni. Le avvertenze della polizia: quando succedono cose del genere bisogna avvertire subito i carabinieri e mai cedere denaro a questi individui.

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