L’ennesima discrepanza fra Lega e 5 Stelle, stavolta sulla famosa cannabis legale. Il Ministro dell’Interno infatti ha recentemente dichiarato di voler chiudere uno a uno i cosiddetti canapa shop. Secondo Salvini è qui che comincia lo spaccio di stupefacenti, ma, controbatte il Ministro della Salute Grillo, non sono negozi in cui si vende la droga. Cosa che corrisponde a realtà, in quanto negli store dedicati alla cannabis oltre alla vera e propria “erba legale”, con un contenuto di principio attivo dello 0.6% come stabilito dallo stato, si trovano altri accessori e prodotti inerenti il mondo della canapa. Tra questi possono esserci cosmetici, quindi creme, olii e tisane.

Addirittura la droga, come il Ministro leghista la definisce, sarebbe un’emergenza nazionale, con il rischio che lo stato diventi uno stato spacciatore. Sono passati più di vent’anni da quando Salvini faceva delle affermazioni completamente differenti da quelle di oggi: nel 1998 a 25 anni era un giovane già impegnato politicamente che diceva, nell’ambito delle tematiche in cui concordava con la sinistra, di voler legalizzare le droghe leggere.

Secondo il Ministro della Salute Giulia Grillo la questione è diversa: i canapa shop non vendono stupefacenti, sono a norma con ciò che è previsto dalla legge. Una particolare attenzione va fatta sicuramente per quel che riguarda le categorie più vulnerabili, come le definisce lei, ma da qui a chiudere tutto ce n’è parecchia di differenza. Grillo quindi difende la politica restrittiva solo con determinate categorie come minorenni o donne gravide.

Il divieto categorico di Salvini non si estenderebbe solamente alle attività commerciali ma avrebbe intenzione di vietare tutte quelle feste a tema cannabis, tra qui quella che si è da poco tenuta a Milano, ma anche le prossime che sono in programma a Pisa e a Torino.

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