Poco dopo il decollo l’aereo Sukhoi, che partiva da Mosca ed era diretto a Murmansk, avrebbe avuto dei guasti tecnici, quindi è stato costretto a un atterraggio d’emergenza. Ci sono due versioni che tentano di spiegare i fatti: secondo la prima, quella più accreditata per ora, l’aereo ha preso fuoco durante il volo, dato che oltre alla pioggia e al maltempo c’erano fulmini e lampi. E proprio uno di questi fulmini avrebbe colpito il velivolo provocandone la disfatta. Secondo l’altra versione invece, l’incendio è scoppiato solo dopo l’atterraggio, seminando il panico fra i passeggeri. Il pilota, dopo aver tentato un primo atterraggio senza riuscire, ne ha tentato un secondo, durante il quale si è reso visibile l’incendio; secondo alcuni proprio il brusco atterraggio sarebbe la causa scatenante.

Il bilancio è di 13 morti fra cui due bambini, e sei feriti. I passeggeri in tutto erano 78 e una volta raggiunta la pista d’atterraggio sono stati messi in salvo il prima possibile. Infatti sono stati gonfiati degli scivoli di emergenza per permettere loro di evacuare l’aeromobile, purtroppo non tutti ce l’hanno fatta. Altrettanto veloce è stato l’arrivo dei soccorsi e dei pompieri, che hanno spento le fiamme. Il fuoco ha raggiunto un’altezza significativa sollevando una enorme colonna di fumo nero visibile a distanza, anche considerando il fatto che, al momento dell’incidente erano le 17:50 (ora locale).

Il velivolo, progettato in Russia, era nuovo, infatti era stato prodotto lo scorso anno. Nell’incidente è andata distrutta la coda insieme a gran parte della porzione posteriore. L’azienda produttrice, che già si è inserita a fatica sin dalla sua nascita, potrebbe avere problemi in futuro a causa dell’incidente. Intanto, per accertare le cause dello scoppio dell’incendio, è stata creata una commissione apposita che nei prossimi giorni cercherà di chiarire le dinamiche dell’accaduto.

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