Portava 143 passeggeri che per fortuna ne sono usciti illesi: un boeing 737 partito da Cuba, dalla base navale statunitense di Guantanamo. Il velivolo era un jet privato e a bordo c’erano militari e civili che hanno impieghi nell’ambito delle forze armate. Ancora è da chiarire la dinamica esatta dell’incidente, quel che si sa è che il volo è partito con circa quattro ore di ritardo e lungo il tragitto ha cominciato a piovere a dirotto, fino al sopraggiungere del temporale, della vera e propria tempesta con vento e pioggia. La paura è palpabile nelle testimonianze narrate dai passeggeri: a bordo c’era un avvocato, la passeggera Cheryl Borman che ha rilasciato un’intervista alla CNN, raccontando quanto sia stata spaventosa la scorsa nottata. L’aereo da quanto ha sentito la donna, ha prima colpito il terreno, poi ha avuto una sorta di rimbalzo, il pilota aveva quasi perso il controllo del mezzo ma non del tutto, cercava di atterrare; poi l’aereo si è sollevato da entrambi i lati, prima a destra e poi a sinistra, poi l’ultimo rimbalzo e si è fermato.

Inizialmente i passeggeri non hanno realizzato la loro posizione, la vista era offuscata dalla pioggia, dai tuoni e dai lampi, sapevano solo di essere in acqua, incerti se si trattasse di un lago, di un fiume o peggio, dell’oceano. L’aereo è atterrato nelle acque del fiume St. John, in florida e i 143 passeggeri non hanno riportato gravi danni, solo 21 persone sono state portate in ospedale, ma tutti con ferite lievi, saranno dimessi entro pochi giorni.

L’intervento dei vigili del fuoco è stato provvidenziale, subito sono state gonfiate delle scialuppe di salvataggio sulle quali si sono imbarcati i passeggeri; il lavoro dei pompieri consisterà anche nel contenere i danni ambientali, ed evitare la dispersione del carburante dell’aereo nelle acque del fiume.

 

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