Un corteo pieno di manifestanti in occasione della festa dei lavoratori. A Torino erano presenti le delegazioni di Anpi, sindacati, Pd e No Tav: una mistura che si è rivelata tutt’altro che tranquilla. La festa del primo maggio serve a ricordare la dignità dei lavoratori, serve a sostenere sia i giovani che i pensionati, è soprattutto in un momento storico come questo, che bisogna riconoscere la dignità dei lavoratori.

Tuttavia non sono mancate le tensioni al corteo di Torino quando alcuni esponenti No Tav hanno cominciato a gridare che volevano il Pd fuori dal corteo; prima sono volati insulti fra le due fazioni, dopo qualche minuto sono passati alla forza fisica. Per forza di cose è intervenuta la polizia, ma la situazione non è affatto migliorata. I No Tav sostengono di essere stati brutalmente aggrediti dal servizio d’ordine del Pd, che avrebbe assoldato le forze armate per picchiare i manifestanti. Dall’altra parte la versione è diversa: secondo il responsabile della sicurezza della delegazione torinese del Pd, Diego Simioli, sarebbero stati invece i No Tav a cominciare la violenza, con i loro modi facinorosi hanno inoltre spaventato gli anziani e i più piccoli.

Dopo che la polizia ha sedato gli animi, i rapporti fra le due parti sono rimasti ugualmente tesi. E pensare che, all’inizio della manifestazione, il sindaco Appendino aveva esortato i partecipanti a comportarsi da cittadini civili senza dare sfogo a pulsioni del genere.

Anche i rider, ovvero i ciclo-fattorini che fanno consegne per le città, hanno fatto sentire la loro voce, bloccando l’ingresso del corteo in piazza. In quanto lavoratori senza un guadagno minimo garantito, hanno urlato a pieni polmoni i loro diritti, dopo avere già annunciato, nei giorni precedenti, un imminente sciopero del primo maggio. “Lavoro e dignità”, queste le parole ben scandite e altisonanti dei fattorini.

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