Silgadji, Burkina Faso, l’ennesimo attacco alla comunità cristiana è costato sei vite umane. L’aggressione è avvenuta in una chiesa situata nel nord del paese. Tra le sei vittime c’è anche il pastore protestante che celebrava le funzioni religiose, assieme ai suoi due figli e altri due fedeli. Gli attentatori sono arrivati in chiesa intorno alle ore 13, alla fine della funzione, quando i fedeli già stavano lasciando l’edificio. Come raccontato da un testimone anonimo che si trovava sul posto nel momento della sparatoria, sono arrivati degli uomini in motocicletta, erano armati. All’inizio hanno cominciato a sparare in aria per seminare il terrore, dopo invece hanno aperto il fuoco sui fedeli, provocando ferite mortali alle vittime.

Il Burkina Faso è oggetto di violenti attacchi terroristici dal 2015, i cui protagonisti sono un gruppo più grande, per il sostegno all’Islam e ai musulmani più altre formazioni jihadiste di minore entità. l’intero paese è scosso, infatti è stato lanciato uno stato di emergenza in gran parte del territorio. Si tratta di uno dei paesi più poveri del mondo e anche ai suoi confini, dove di trova il Mali, è presente la minaccia terroristica jihadista.

Anche lo scorso 5 aprile nello stesso Paese, in un piccolo villaggio alcuni uomini armati hanno attaccato una chiesa cattolica mentre i fedeli erano intenti a celebrare la Via Crucis. In quell’occasione i terroristi hanno fatto una separazione fra donne e bambini, subito dopo quattro fedeli hanno tentato la fuga e sono stati sparati barbaramente. Stanno diventando eventi all’ordine del giorno gli attacchi nel Burkina Faso, si calcola che tra la fine di marzo e l’inizio di aprile siano morte più di 60 persone a motivo di questi scontri; scontri nei quali spesso, gli aggressori prima di scappare derubano e saccheggiano i villaggi.

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