È successo a Monzone di Pavullo, sull’Appennino modenese, lo scorso 27 di aprile. Un terribile rogo ha colpito una stalla, il tutto è cominciato intorno alle ore 12, ma ancora non si conosce la natura dell’incendio, non si sa quale possa essere stata la causa scatenante. Sta di fatto che i danni sono stati ingenti e non di poco conto, infatti sono rimasti coinvolti molti animali e purtroppo sono rimaste uccise ben duecentocinquanta capi di bestiame. Si trattava di mucche, che sono rimaste intrappolate senza alcuna via di uscita. Una nube oscura si è levata al di sopra della stalla e si è resa subito visibile anche a valle, fino a parecchi chilometri di distanza.

È stato tempestivo l’intervento delle squadre di soccorso, i vigili del fuoco. Questi sono giunti nel luogo del disastro quanto prima possibile e con tutti i mezzi a loro disposizione: sia via terra tramite camion sia per via aerea tramite elicotteri. Nonostante la velocità con cui è stato effettuato l’intervento, tristemente della struttura non è rimasto molto, una gran parte dell’edificio è stata divorata dalle fiamme così come gli esemplari bovini racchiusi all’interno. Fortunatamente un minimo risvolto positivo in tutta la storia c’è: i pompieri sono riusciti a mettere al riparo alcuni maiali salvando loro la vita. Oltre ai vigili del fuoco c’erano anche i carabinieri sul posto per accertare i danni subiti oltre che dai proprietari, anche a livello ambientale.

È l’ennesimo caso di incendio che si verifica nel giro di pochi giorni; infatti in questi giorni la stessa sorte è toccata alla ex mensa Maserati-Innocenti, costruzione in disuso sfruttata dai senzatetto come rifugio. Un altro episodio di incendio si è verificato nei pressi di Brescia, fortunatamente non c’è stato nessun danno alla Torre Cimabue a San Polo, che avrebbe avuto origine da un cumulo di spazzatura.

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