È successo in Giappone, la storia ha toccato persone di tutto il mondo e scatenato non poche polemiche di natura etica. I nomi veri non sono stati riportati per rispetto della privacy. Ma procediamo in ordine: la donna ha cresciuto la bambina da sola e inizialmente non ha incontrato difficoltà. La bimba infatti, da piccola non avvertiva, o almeno non in maniera significativa, la mancanza di un padre. Sicuramente c’erano delle lacune ma nulla di sconvolgente che richiedesse un intervento dall’esterno. Ma i problemi veri sono cominciati verso i 10 anni della bambina: a questa età ella ha cominciato a soffrire per la mancanza della figura paterna. In Giappone la questione è presa molto sul serio e spesso, anche se si viene a sapere del problema in giro, anziché risolverlo si amplifica la situazione. Spesso accade che i bambini che vivono queste realtà vengono bullizzati dai propri coetanei, principalmente compagni di scuola.

Così la mamma disperata ha noleggiato un attore, avvalendosi del servizio di noleggio parenti e amici. La scelta è stata strana perché di solito tali servizi si usano in occasioni speciali, come eventi pubblici, matrimoni, cerimonie e simili. Non era mai accaduto che qualcuno pagasse un attore per un lasso di tempo tanto esteso: l’attore ha finto di essere il padre della bambina per ben dieci anni. Lei ha recuperato il rapporto con la madre grazie a ciò, un rapporto che si era spento ed era diventato freddo. La bimba infatti cominciava a rifiutarsi di mangiare, di andare a scuola, di svolgere le attività quotidiane più semplici. Anche il finto padre ha incontrato difficoltà importanti, dovendo esternare i propri sentimenti verso la mamma e verso la bambina: mentire a un bambino può essere una situazione che mette seriamente a disagio, soprattutto se la menzogna è prolungata nel tempo.

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