Sono sempre in aumento i casi di morbillo da un paio di anni a questa parte: l’Italia è uno dei paesi con minore copertura vaccinale, secondo alcune stime sarebbe addirittura al quinto posto della classifica che comprende i paesi più ricchi. E subito l’allarme dell’Unicef: negli anni 2000 il morbillo già era stato debellato o quasi grazie alle vaccinazioni ma adesso è tornato con un aumento del 300%. Ciò si deve alla tendenza dei genitori che non vogliono vaccinare i propri bambini, molti di loro sono stati intervistati a tal proposito. Tra le motivazioni a supporto della mancata cura emergono il timore e l’insicurezza; molti di questi genitori temono seriamente che i vaccini possano causare la malattia che prevengono o comunque che provochino seri effetti collaterali. Queste almeno sono le risposte del 46% della popolazione. Alla base di tutto c’è la disinformazione, le notizie che volano sul web provenienti da fonti non sempre attendibili e le voci di corridoio.

Tuttavia la situazione così diventa pericoloso, come sostiene anche Henrietta Fore, direttore generale dell’Unicef: il morbillo è ancora troppo contagioso, bisogna garantire una adeguata copertura vaccinale. Il vaccino per il morbillo consiste in due dosi, per dare l’immunità necessaria al bambino. In Italia però, ci sono secondo le statistiche intorno ai 435mila bambini non vaccinati. Si ricorda che i vaccini hanno debellato alcune delle grandi epidemie, come il tetano, la poliomelite, la pertosse e con esse tutti le conseguenze invalidanti se non la morte, come accadeva non di rado. I vaccini aiutano a prevenire circa tre milioni di morti ogni anno, soprattutto bambini che sono i più esposti. Nonostante l’organizzazione mondiale della Sanità raccomandi una copertura del 95% in Italia a partire da qualche anno, c’è stata una diminuzione di tale copertura per malattie che si possono facilmente prevenire.

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