Reddito di cittadinanza, sui social c’è da ridere (o forse da piangere)

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Sono state giornate di fuoco per i dipendenti dell’Inps, soprattutto per il social manager che si occupa della gestione della pagine Facebook. Da alcuni giorni infatti, proprio su questa pagina è stato pubblicato un post che annuncia l’avvio della procedura per il reddito di cittadinanza: il sogno di migliaia e migliaia che si avvera, dopo una tanto lunga attesa. E subito si è scatenato l’inferno perché, è vero che i social sono utilissimi e comodi, ma lo sono fin troppo…sempre sulla stessa pagina Facebook “INPS per la famiglia“, è stato pubblicato un post in cui si indirizzano gli utenti alla pagina principale del sito Inps per effettuare l’autenticazione. Questa procedura richiede un codice d’accesso, che è stato inviato ai richiedenti tramite SMS od email e permette a coloro la cui domanda è stata accettata di sapere i vari dettagli, come l’ammontare dell’importo.

Ma allora dov’è il problema? Ebbene, sotto il suddetto post ci sono più di 10.000 commenti, domande e dubbi di cittadini che non sanno se hanno diritto o meno al reddito; ancora, utenti che non riescono ad accedere e chiedono spiegazioni su Facebook, perché si sa, è tutto dovuto, e velocemente pure. Ma la ciliegina sulla torta è questa: in alcuni commenti si leggono frasi del tipo “ho sempre lavorato (ma non legalmente), vorrei avere delucidazioni su come ottenere il reddito di cittadinanza”. Dopo insulti, domande ripetute innumerevoli volte e ammissione di lavoro nero sul social della pubblica amministrazione, le risposte a nome dell’ente sono diventate abbastanza dure e sarcastiche, tanto da guadagnarsi la stima di tutto il popolo del web (o quasi). Avvincente, ecco come è stata definita la pagina, con battibecchi e risse fra leoni da tastiera, la solita barzelletta che solo noi italiani sappiamo fare. Dopo il putiferio, sulla pagina Inps è apparso un altro post con le scuse pubbliche, nel caso in cui alcuni utenti si siano sentiti offesi o toccati dalle brutte risposte.

 

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