Sri Lanka, strage in chiese e alberghi, almeno 310 morti

0
437

Nella mattina di Pasqua, alle 9:30 è cominciato tutto: 6 esplosioni simultanee che hanno coinvolto tre dei più importanti alberghi e tre delle maggiori chiese gremite di fedeli che partecipavano alle celebrazioni pasquali. A Colombo, la capitale dello Sri Lanka, e nelle zone limitrofe, accadeva tutto questo stamattina; una delle chiese colpite è il santuario di Sant’Antonio, le altre due si trovano rispettivamente a Negombo, a nord della capitale, e nella città di Batticaloa, situata più a est; un’ora dopo è avvenuta una settima esplosione in un sobborgo, a Dehiwala. Ancora, successivamente ce n’è stata un’ottava a Dematagoda, altro sobborgo di Colombo. I morti fino ad ora sono 310, mentre si contano più di 500 feriti. Il governo ha messo in sicurezza il paese attuando un coprifuoco di 12 ore, con il blocco immediato delle comunicazioni e l’oscuramento dei social. Terrorizzati i fedeli cattolici che stamattina si stavano recando a messa per osservare i rituali della Pasqua; l’arcidiocesi per ovvi motivi di sicurezza ha cancellato tutte le celebrazioni religiose per oggi.

Tra le vittime si contano oltre ai locali, i turisti tra cui, come appreso dalle fonti dell’ospedale, ci sono cittadini olandesi, inglesi e americani; l’ambasciata cinese comunica che ci sono anche 4 connazionali. 35 sono gli stranieri contati fin’ora che sono stati uccisi nelle esplosioni.

Non sono ancora pervenute delle rivendicazioni sugli attentati; tutto quel che si sa è che le esplosioni sono state messe in atto da attentatori suicidi. Già lo scorso 11 aprile, il capo della polizia locale aveva allertato l’intelligence del paese, con l’allarme attentati, in quanto c’era il sospetto che un nucleo terroristico volesse eliminare le chiese più importanti.

Anche La Farnesina è al lavoro, come ha annunciato in un tweet, per verificare gli attacchi e per capire se tra le vittime ci sono anche cittadini italiani. Intanto anche il governo dello Sri Lanka ha invitato i cittadini alla calma e a restare uniti e forti in questi momenti, oltre che, data la pericolosità, a restare a casa.

 

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here