Dopo la sconvolgente dimostrazione suprematista pubblicata sul social, Facebook ha deciso di schierarsi attivamente contro il nazionalismo bianco bandendolo da ogni piattaforma ad esso collegata.

E’ passato poco tempo infatti dalla pubblicazione da parte di Brenton Tarrant, 28enne neozelandese, dei terribili filmati subito diventati virali, riguardanti i suoi attacchi armati a due moschee di Christchurch. L’uomo si è recato a bordo della sua auto nei due centri di culto e ha aperto il fuoco sui fedeli compiendo una vera e propria strage, trasmessa in diretta sulla piattaforma blu.

I video in seguito sono stati ovviamente segnalati ed eliminati dai responsabili dei contenuti sul social, che dal quartier generale ha poi annunciato di non accettare e bandire ogni riferimento al nazionalismo e al suprematismo bianco.

Questo negli ultimi anni si è propagato a macchia d’olio, anche grazie a una forte corrente nominata Alt-Right che in modo più o meno leggero si è fatta largo sui vari social a colpi di meme e post ironici, andando a fomentare l’odio razziale e le suddette posizioni.

“Non tollereremo inneggiamento o sostegno verso il nazionalismo bianco – ha dichiarato il social network con un post ufficiale – Dobbiamo rendere più efficace e veloce la rimozione dell’odio dalle nostre piattaforme.”

“E’ chiaro che questi concetti siano profondamente collegati a gruppi d’odio organizzato” ha inoltre detto la piattaforma. Gli utenti che compieranno ricerche sulla piattaforma riconducibili a nazionalismo, suprematismo o separatismo bianco saranno direttamente reindirizzati a una risorsa che aiuta le persone ad uscire dai gruppi d’odio, chiamata Life After Hate.

Saranno soggette a questa nuova politica anche tutte le altre piattaforme che Facebook possiede, come Instagram e YouTube.

 

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