Il caso Ruby diventa ancora più oscuro, tre morti sembrano essere collegate

0
1673

Tre sono i nomi che sono strettamente collegati al caso Ruby, Egidio Verzini, Emilio Randacio e Imane Fadil. Il processo nel quale risulta indagato Silvio Berlusconi ha qualcosa di oscuro, e strano che sembra aver collegato le tre morti. Prima dell’eutanasia in Svizzera, l’avvocato aveva raccontato alle TV di un versamento fatto da Silvio Berlusconi di 5 milioni di euro a favore di Ruby.

La modella infatti era una delle testimoni principali di ciò che avveniva nella villetta di Arcore, aveva partecipato ad 8 cene nella residenza di Berlusconi. Egidio Verzini aveva scelto di attuare l’eutanasia senza comunicarlo a nessuno, subito dopo lo segue Emilio Randacio, famoso giornalista della Stampa, il quale aveva seguito il processo nel quale era stato indagato Silvio Berlusconi, muore per via di un malore, si presume infarto, ma i risultati dell’autopsia non sono mai stati comunicati.

Infine Imane Fadil, un testimone chiave del procedimento Ruby, forse è stata avvelenata. Un’ennesima morte sospetta, la quale lega indissolubilmente questi tre nomi.

Le rivelazioni dell’ex avvocato di Ruby

L’avvocato aveva fatto rivelazioni clamorose al tempo, ma il giorno dopo era andato in una clinica svizzera a porre fine alle sofferenze di una malattia ormai terminale. Il 4 Dicembre 2018, Egidio Verzini aveva dichiarato che Silvio Berlusconi aveva versato la somma di 3 milioni di euro a Ruby e 2 milioni di euro a Luca Risso ex compagno di Ruby. L’operazione sarebbe stata guidata interamente dall’avvocato di Berlusconi, Niccolò Ghedini.

Il giorno dopo questa dichiarazione, il celebre difensore del leader di Forza Italia aveva dichiarato che queste dichiarazioni sono senza fondamento e che non ci sono le prove per dimostrare i flussi operativi.

Risultati immagini per caso ruby

L’avvelenamento di Imane Fadil

Il capitolo di Imane Fadil è molto più importante ed intricato, proprio perchè avrebbe potuto giocare un ruolo fondamentale per via delle sue dichiarazioni scottanti. La donna marocchina di 34 anni, aveva dichiarato di aver assistito a riti satanici e maligni, di aver visto qualcosa al di là di un uomo potente con delle ragazze, e che c’erano cose ben più gravi.

La procura di Milano ha aperto un fascicolo per omicidio, adesso sta esaminando il manoscritto di Imane Fadil, dove pare ci siano dei dettagli e dei racconti di esperienze che risalgano alle famose cene di Arcore.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here